Aprire il proprio studio non ha prezzo, per il resto serve rimboccarsi le maniche

Ho voluto parafrasare la frase di una nota campagna pubblicitaria per ragionare su un evento molto importante per la carriera di un giovane libero professionista, l’apertura del primo studio.

L’apertura dello studio per un Ingegnere Edile – Architetto, come per un qualsiasi altro professionista, è un passo molto importante e a mio avviso per niente facile, soprattutto perchè non si hanno certezze per il futuro, ma al contempo decisivo per iniziare ad andare avanti con le proprie gambe.

La prima domanda che mi sono posto è stata quella relativa alla tipologia dello studio: indipendente o associato?

La risposta non è stata né bianca né nera, ma una via di mezzo, ovvero mi sono ritagliato un piccolo spazio in un ufficio nel quale sono presenti professionisti di tipo diverso, agronomi e avvocati in particolare, mentre io sono l’unico Ingegnere Edile – Architetto. Spero che questa decisione possa portare ad una pubblicità di qualità della mia attività grazie al “passaparola”.

Fatto il primo passo ora serve rimboccarsi le maniche e cercare di dare il meglio di se stessi in ogni occasione e per ogni lavoro, anche il più semplice.

Che alto aggiungere? Forse una considerazione del tutto personale, nonostante siano passati già alcuni giorni sedersi “dall’altro lato” della scrivania fa ancora un certo effetto, per il resto vi aspetto in Via F. De Sanctis n. 28.

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