L’UNIPA vara il piano di risanamento, chi ne pagherà le conseguenze?

Nei giorni scorsi è stato varato il piano di risanamento dell’Ateneo Palermitano. Per coprire un deficit salito a 32 milioni di euro saranno tagliati 47 corsi di laurea, i dipartimenti passeranno da 80 a non più di 50, le aree amministrative passeranno da 13 a 7, ma soprattutto saranno aumentate le tasse d’iscrizione e sarà introdotto un ticket per entrare nella cittadella universitaria.

Chi pagherà le conseguenze di questi provvedimenti? Probabilmente gli stessi studenti.

Dopo le dimissioni di due dirigenti amministrativi l’Università di Palermo è prossima al banca rotta, dopo avere esaurito il fondo di riserva (pari a 177 milioni di euro) il deficit è salito a ben 32 milioni di euro; con questi dati il Rettore Lagalla ha deciso di varare un sostanzioso piano di risanamento articolato in più punti.

Il più controverso è sicuramente il ticket per potere accedere all’interno della cittadella universitaria, dal prossimo 21 settembre 2009 per potere parcheggiare la propria auto bisognerà pagare 1 euro l’ora, mentre per la moto il costo previsto è di 0,50 euro l’ora; sono stati previsti anche degli abbonamenti per i posti auto: 45 euro l’anno per gli studenti, 50 euro l’anno per borsisti e dottorandi e 80 euro l’anno per i professori.

Ma a mio avviso dovrebbero destare più preoccupazione i vistosi tagli all’offerta formativa, 47 corsi di laurea non saranno più attivi e i dipartimenti passeranno dagli attuali 80 a non più di 50; provvedimenti che se non accurati potrebbero portare ad un impoverimento del bagaglio culturale degli studenti palermitani. Magra consolazione l’attivazione di alcuni corsi di formazione, che prevedono l’ausilio di 120 tutor, destinati a colmare i debiti formativi appurati durante i test d’ingresso alle diverse facoltà.

Tra tagli alle spese, aumenti delle tasse d’iscrizione (le quali dovrebbero portare nelle casse universitarie circa 8 milioni di euro) e la vendita di alcuni locali attualmente non in uso il piano del Rettore Lagalla prevede di portare a 19 milioni di euro il deficit e di colmarlo negli anni successivi.

Link: La Repubblica

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