I professionisti insorgono contro il ddl sulla semplificazione
In passato vi avevo parlato di un nuovo disegno di legge approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri e finalizzato ad aumentare le attività edilizie libere definite dall’articolo 6 del Testo Unico per l’edilizia, negli ultimi giorni si è alzato unanime un coro di proteste da parte dei progettisti.
In parole semplici i liberi professionisti temono che la riduzione delle piccole pratiche burocratiche, dovuto alle semplificazioni introdotte dal nuovo ddl, in abbinamento all’attuale periodo di crisi economica possa portare alla chiusura di numerosi studi tecnici.
“Siamo invece estremamente preoccupati per alcune modifiche introdotte al Testo Unico per l’Edilizia ed in particolare ci preoccupa la scelta di inserire le opere di manutenzione straordinaria tra quelle per le quali non è più richiesto alcun titolo abilitativo, a patto che “non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incrementi degli standard urbanistici”.
Quale sarà il soggetto in grado di verificare e certificare che una manutenzione straordinaria non incide su parti strutturali dell’edificio? A chi è affidato il controllo del rispetto di normative antisismiche, di sicurezza, igienico-sanitarie, di efficienza energetica, delle prescrizioni del Codice dei Beni Culturali?”
Queste le parole scritte dall’Arch. Amedeo Schiattarella, presidente Ordine Architetti PPC Roma e provincia in una lettera indirizzata al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta.
Dello stesso avviso è la Federarchitetti, il Sindacato nazionale architetti liberi professionisti, che replica all’iniziativa del Ministro Brunetta con un’altra lettera:
“Questo è semplicemente un modo sbrigativo di confondere il giusto concetto di semplificazione con il più errato e manicheo principio di deregolamentazione.
[...]
Eliminare la figura del tecnico dal processo edilizio (oggi con la DIA, prima è successo con l’appalto concorso, domani vedremo) è un impoverimento culturale e scientifico, che deve essere denunciato esplicitamente, un reale depauperamento che riguarda il Sistema Paese.”










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